Pablo Valbuena_ video installations 2010 (site studies)

Esplorare la trasformazione dello spazio attraverso la percezione.

La luce, seppure nella sua componente più effimera, attraverso delle alterazioni prospettiche, riesce a rompere i confini e creare configurazioni nuove.

Assoluto nel suo essere al di là del tempo e dello spazio.

un quotidiano interno assoluto.
Una tazza di tè fumante. Ne sento il calore, ne sento l’aroma, e se chiudo gli occhi, mi ritrovo in un altrove. Un liquido, la materia che più di tutte è informe e sempre in movimento, ha la capacità di dar vita ad un interno. Si tratta però di qualcosa di molto personale, uno spazio privato, inaccessibile agli altri, capace di annullare ciò che sta intorno. Assoluto nel suo essere infinitamente solo mio.

un quotidiano interno assoluto.

Una tazza di tè fumante. Ne sento il calore, ne sento l’aroma, e se chiudo gli occhi, mi ritrovo in un altrove. Un liquido, la materia che più di tutte è informe e sempre in movimento, ha la capacità di dar vita ad un interno. Si tratta però di qualcosa di molto personale, uno spazio privato, inaccessibile agli altri, capace di annullare ciò che sta intorno. Assoluto nel suo essere infinitamente solo mio.

Staircase III, Do Ho Suh, Tate Modern Gallery, Londra, 2010
Lo spazio espositivo viene trasformato creando un’idea di ambiente, che risulta appena immaginabile, giusto accennato. Le scale illudono ad un piano superiore, che ognuno di noi si crea, immagina dentro se stesso. Un’interno infinito quanto l’immaginazione umana, che appare così senza costrizioni e limiti.

Staircase III, Do Ho Suh, Tate Modern Gallery, Londra, 2010

Lo spazio espositivo viene trasformato creando un’idea di ambiente, che risulta appena immaginabile, giusto accennato. Le scale illudono ad un piano superiore, che ognuno di noi si crea, immagina dentro se stesso. Un’interno infinito quanto l’immaginazione umana, che appare così senza costrizioni e limiti.

Brock Davis_ working late

Uno sfondo blu scuro su cui sono disposti ordinatamente rettangoli blu chiaro, di cui uno giallo. 
Un’ immagine di per sè insignificante se non fosse che l’artista riesce a ricostruire un possibile scenario in cui qualcuno, in un qualche interno, si sta fermando a lavorare fino a tarda ora.

L’ osservatore ricrea da sè uno spazio assoluto nel suo essere essenziale.

Brock Davis_ working late

Uno sfondo blu scuro su cui sono disposti ordinatamente rettangoli blu chiaro, di cui uno giallo. Un’ immagine di per sè insignificante se non fosse che l’artista riesce a ricostruire un possibile scenario in cui qualcuno, in un qualche interno, si sta fermando a lavorare fino a tarda ora.

L’ osservatore ricrea da sè uno spazio assoluto nel suo essere essenziale.

Arnaud Hollard e Juliana Mori_ Invisible

Installazione sonora, corte PAV, Torino. Un continuo intersecarsi di suoni registrati nel presente sul territorio intorno al Pav o provenienti dal passato, per rappresentare la storia operaia del luogo, intessuti dai rumori documentati presso le officine di riparazione di Trenitalia di un deposito della zona.

Uno spazio fisicamente vuoto, esterno, e dai confini molto labili. Assoluto nella sua capacità di ricostruire un immaginario personale illimitato.

(Fonte: http)

broke davis_ bulb

I was interested in the idea of a light bulb that continues to burn after it has been 
destroyed. this was created from two photographs. I went through about 12 light bulbs
to capture the light, sans-glass, and I learned a lot about how light bulbs work.

Una situazione ai limiti dell’assurdo in cui la lampada fa luce anche se il bulbo è rotto.
Il bulbo è il limite fisico che contiene il gas inerte e il filamento, ma anche senza tale contenitore, il contenuto esiste.
L’interno esiste anche se viene superato il limite fisico che convenzionalmente lo rende tale.

broke davis_ bulb

I was interested in the idea of a light bulb that continues to burn after it has been destroyed. this was created from two photographs. I went through about 12 light bulbs to capture the light, sans-glass, and I learned a lot about how light bulbs work.

Una situazione ai limiti dell’assurdo in cui la lampada fa luce anche se il bulbo è rotto. Il bulbo è il limite fisico che contiene il gas inerte e il filamento, ma anche senza tale contenitore, il contenuto esiste. L’interno esiste anche se viene superato il limite fisico che convenzionalmente lo rende tale.

interni assoluti?

L’assoluto in una dimensione dove tutto sembra essere relativo.

L’assoluto come aggettivo estremo: caos, buio, follia, libertà.

E lo spazio interno che significato acquista? E se anche lo spazio interno assumesse un senso relativo? Se ci si spingesse oltre i limiti fisici che determinano lo spazio e addirittura oltre il concetto stesso di spazio?

Se l’azione fosse la discriminante nel definire uno spazio? Una stanza così come una pagina diventerebbe spazio solo dopo un intervento consapevole. Se anche una barretta di cereali diventasse un interno assoluto? O una distesa di sabbia nel deserto?

Un atteggiamento al limite dell’assurdo, diretto verso l’ignoto e decisamente inquietante. Forse però con dei risvolti davvero inaspettati..

Pablo Valbuena_ video installations 2010 (site studies)

Esplorare la trasformazione dello spazio attraverso la percezione.

La luce, seppure nella sua componente più effimera, attraverso delle alterazioni prospettiche, riesce a rompere i confini e creare configurazioni nuove.

Assoluto nel suo essere al di là del tempo e dello spazio.

un quotidiano interno assoluto.
Una tazza di tè fumante. Ne sento il calore, ne sento l’aroma, e se chiudo gli occhi, mi ritrovo in un altrove. Un liquido, la materia che più di tutte è informe e sempre in movimento, ha la capacità di dar vita ad un interno. Si tratta però di qualcosa di molto personale, uno spazio privato, inaccessibile agli altri, capace di annullare ciò che sta intorno. Assoluto nel suo essere infinitamente solo mio.

un quotidiano interno assoluto.

Una tazza di tè fumante. Ne sento il calore, ne sento l’aroma, e se chiudo gli occhi, mi ritrovo in un altrove. Un liquido, la materia che più di tutte è informe e sempre in movimento, ha la capacità di dar vita ad un interno. Si tratta però di qualcosa di molto personale, uno spazio privato, inaccessibile agli altri, capace di annullare ciò che sta intorno. Assoluto nel suo essere infinitamente solo mio.

Staircase III, Do Ho Suh, Tate Modern Gallery, Londra, 2010
Lo spazio espositivo viene trasformato creando un’idea di ambiente, che risulta appena immaginabile, giusto accennato. Le scale illudono ad un piano superiore, che ognuno di noi si crea, immagina dentro se stesso. Un’interno infinito quanto l’immaginazione umana, che appare così senza costrizioni e limiti.

Staircase III, Do Ho Suh, Tate Modern Gallery, Londra, 2010

Lo spazio espositivo viene trasformato creando un’idea di ambiente, che risulta appena immaginabile, giusto accennato. Le scale illudono ad un piano superiore, che ognuno di noi si crea, immagina dentro se stesso. Un’interno infinito quanto l’immaginazione umana, che appare così senza costrizioni e limiti.

Brock Davis_ working late

Uno sfondo blu scuro su cui sono disposti ordinatamente rettangoli blu chiaro, di cui uno giallo. 
Un’ immagine di per sè insignificante se non fosse che l’artista riesce a ricostruire un possibile scenario in cui qualcuno, in un qualche interno, si sta fermando a lavorare fino a tarda ora.

L’ osservatore ricrea da sè uno spazio assoluto nel suo essere essenziale.

Brock Davis_ working late

Uno sfondo blu scuro su cui sono disposti ordinatamente rettangoli blu chiaro, di cui uno giallo. Un’ immagine di per sè insignificante se non fosse che l’artista riesce a ricostruire un possibile scenario in cui qualcuno, in un qualche interno, si sta fermando a lavorare fino a tarda ora.

L’ osservatore ricrea da sè uno spazio assoluto nel suo essere essenziale.

Arnaud Hollard e Juliana Mori_ Invisible

Installazione sonora, corte PAV, Torino. Un continuo intersecarsi di suoni registrati nel presente sul territorio intorno al Pav o provenienti dal passato, per rappresentare la storia operaia del luogo, intessuti dai rumori documentati presso le officine di riparazione di Trenitalia di un deposito della zona.

Uno spazio fisicamente vuoto, esterno, e dai confini molto labili. Assoluto nella sua capacità di ricostruire un immaginario personale illimitato.

(Fonte: http)

broke davis_ bulb

I was interested in the idea of a light bulb that continues to burn after it has been 
destroyed. this was created from two photographs. I went through about 12 light bulbs
to capture the light, sans-glass, and I learned a lot about how light bulbs work.

Una situazione ai limiti dell’assurdo in cui la lampada fa luce anche se il bulbo è rotto.
Il bulbo è il limite fisico che contiene il gas inerte e il filamento, ma anche senza tale contenitore, il contenuto esiste.
L’interno esiste anche se viene superato il limite fisico che convenzionalmente lo rende tale.

broke davis_ bulb

I was interested in the idea of a light bulb that continues to burn after it has been destroyed. this was created from two photographs. I went through about 12 light bulbs to capture the light, sans-glass, and I learned a lot about how light bulbs work.

Una situazione ai limiti dell’assurdo in cui la lampada fa luce anche se il bulbo è rotto. Il bulbo è il limite fisico che contiene il gas inerte e il filamento, ma anche senza tale contenitore, il contenuto esiste. L’interno esiste anche se viene superato il limite fisico che convenzionalmente lo rende tale.

interni assoluti?

L’assoluto in una dimensione dove tutto sembra essere relativo.

L’assoluto come aggettivo estremo: caos, buio, follia, libertà.

E lo spazio interno che significato acquista? E se anche lo spazio interno assumesse un senso relativo? Se ci si spingesse oltre i limiti fisici che determinano lo spazio e addirittura oltre il concetto stesso di spazio?

Se l’azione fosse la discriminante nel definire uno spazio? Una stanza così come una pagina diventerebbe spazio solo dopo un intervento consapevole. Se anche una barretta di cereali diventasse un interno assoluto? O una distesa di sabbia nel deserto?

Un atteggiamento al limite dell’assurdo, diretto verso l’ignoto e decisamente inquietante. Forse però con dei risvolti davvero inaspettati..

interni assoluti?

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